Quale batteria entry level è meglio per voi? Acustica o elettronica?

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Quale batteria è la migliore tra le due più vendute nel 2021 su Strumentimusicali? Domanda interessante, soprattutto quando si scopre che una è acustica, mentre l’altra è elettronica. Oggi cerchiamo di capire quale drumkit, tra la Alesis Nitro Mesh Kit e la Tamburo T5, possa essere più “adatta” alle vostre necessità.

Prima di iniziare, vi ricordiamo che se avete dei suggerimenti riguardo a degli argomenti o degli strumenti che vi piacerebbe vedere testati sul canale non dovete far altro che dare una sbirciata nel vasto catalogo di Strumentimusicali.net e poi comunicarcelo tramite i commenti dei video oppure in direct su Instagram!



Premessa necessaria

Prima di scatenare una nuova guerra dei mondi è giusto rendere molto chiara una questione. Non stiamo per comparare tutte le batterie elettroniche, e tutte le batterie acustiche. Quello di oggi non è un confronto “generale”, ma è invece una disamina dei due drumkit più venduti su Strumentimusicali.net

Si tratta di batterie entry-level, che pertanto si riferiscono a suoni e qualità riconducibili a strumenti di questa fascia di prezzo. Siamo nel cuore del range €350,00 – €450,00, e pertanto ogni giudizio e considerazione che leggerete di seguito è da riportarsi a questi specifici strumenti, o comunque a strumenti della stessa fascia di prezzo.



Alesis Nitro Mesh Kit

Features overview

Se siete alla ricerda di una prima batteria, ma per svariati motivi non avete la possibilità di usare una batteria acustica, allora la “soluzione elettronica” è la via più ovvia da percorrere. Alesis e la sua Nitro Mesh Kit sembrano essere una delle scelte più popolari, ed i motivi non sono difficili da comprendere. Quando in sconto è acquistabile ad una cifra che scende ampiamente sotto i €400,00, fattore che la rende particolarmente appetibile ai più.

Per la suddetta cifra ci portiamo a casa un comparto tecnico di tutto rispetto. Pad dinamici da 10″ dedicati ai piatti (che rispondono anche allo stop con le mani), rullante con pelle mesh da 8″, 3 pad da 8″ per i tom, ed infine doppio pedale (l’uno per il controllo della cassa, l’altro associato di base alle sonorità dell’hi-hat).

Il Kit Alesis Nitro Mesh offre un rack in alluminio con 4 montanti, ma soprattutto mette a disposizione una centralina proprietaria che – oltre ai molti suoni inclusi – è dotata di un ottimo comparto connettività. Le connessioni USB/MIDI permettono di interfacciare la batteria con sistemi Apple/Windows, e pertanto di registrare le proprie performance, così come di utilizzare virtual instruments tramite gli stessi pad. Oltre a questo troviamo le canoniche connessioni Aux, sempre utili per sessioni di play-along.

Suoni

385 sample di percussioni, rullanti, casse, tom e piatti, per comporre 40 divisi tra sonorità classiche e moderne. La Alesis Nitro Mesh offre la massima versatilità possibile per un drumkit di questa fascia di prezzo. Oltre alla variegata offerta di suoni, la centralina è dotata anche di 60 diversi brani sui quali esercitarsi.

Se queste sono caratteristiche riscontrabili anche in molti altri kit elettronici, la Nitro Mesh è una batteria che sa garantire un certo grado di “sorpresa”. Anzitutto i suoni a disposizione sono di una qualità tale da soddisfare la maggior parte di chi si approccia ad un kit di questo prezzo. Niente di stratosferico, ma siamo di fronte ad una selezione solida e ben categorizzata, per una resa finale che potrebbe risultare comunque più che valida anche per batteristi più esperti alla ricerca di un secondo kit.

Un aspetto molto interessante della Nitro Mesh Kit è la possibilità di personalizzazione dei parametri associati ai trigger, fattore che garantisce la capacità di spaziare in un range sonoro sempre più dettagliato.


Tamburo T5

Features overview

T5 è il nome della serie che in casa Tamburo Drums hanno dato alla linea di strumenti più economici. Pensata espressamente per chi si avvicina alla batteria per la prima volta, a €450,00 circa la serie T5 ha saputo conquistare però anche molti fra quelli che cercano uno strumento di “backup”, che non costi eccessivamente ma che non rinunci a suono e affidabilità.

Le differenze fra i vari “layout” offerti per la T5 risiedono principalmente nella scelta dei tom, della cassa e del timpano, mentre i piatti forniti con il kit (hi-hat da 14″ e crash da 16″) così come il materiale utilizzato per la costruzione dei fusti (pioppo) rimangono inalterati. Per farvi un’idea più precisa riguardo alle diverse scelte a vostra disposizione potete controllare tutti i dettagli tramite il sito di Strumentimusicali.net.

Nel momento in cui ci si avvicini a questo kit sarà difficile non apprezzare la cura per il dettaglio riservata anche agli elementi minori. Il feeling che conferisce questa batteria è quello di uno strumento robusto, probabilmente longevo se curato con il giusto grado di manutenzione, e non è un caso che anche molti batteristi con già qualche anno di esperienza alle spalle ne apprezzino le qualità costruttive dimenticandosi il più delle volte del prezzo d’acquisto.

Suoni

La Tamburo T5 è una batteria onesta, un kit che vuole soddisfare un po’ tutti (peraltro riuscendoci nella gran parte dei casi) e che non propone niente di ciò che non riesce poi realmente a “portare a casa”. Per i €399 richiesti al momento dell’acquisto avrete sotto le mani una batteria dal sound più che adeguato, e quando anche le chiederete di svolgere il ruolo di seconda batteria del vostro arsenale saprà comunque svolgere il compito in maniera convincente.

Se si volesse trovare il vero e proprio difetto di questo kit bisognerebbe guardare ai piatti che vengono al momento dell’acquisto, ma la verità è che i piatti sono una questione troppo articolata e personale per poterla risolvere soltanto con un giudizio affrettato. I piatti del kit T5 sono sufficienti per coprire le necessità di chi inizia, forse non faranno mai la felicità di un batterista esperto, ma la verità è che proprio i piatti sono quell’elemento che con più velocità si va a rimpiazzare nel momento in cui si prenda la giusta dimestichezza e confidenza con il proprio strumento.

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