Fender Jaguar e Jazzmaster: perché sono così belle?

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Off-set, pecore nere, quelle “diverse”. Chiamatele un po’ come meglio credete, Fender Jaguar e Fender Jazzmaster sono due strumenti dal fascino indiscutibile. Oggi parliamo proprio di loro, e lo facciamo mettendo a confronto due modelli della serie Original ’60s di casa Fender.

In collaborazione con Strumentimusicali.net andiamo a scoprire quali sono gli elementi fondamentali di due creazioni firmate Fender che troppo spesso vengono accantonate dai chitarristi.

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Fender Jazzmaster American Original ’60s

Fender Jaguar e Jazzmaster sono due animali molto diversi

Quando si pensa a certi generi musicali, il corpo della Jazzmaster, così come quello della Fender Jaguar, sono uno dei primi tratti distintivi che si materializzano nella nostra mente. Stiamo parlando di due chitarre che hanno saputo incarnare alla perfezione lo spirito dell’indie, dell’alternative, e del pop. Due chitarre, Jaguar e Jazzmaster, che pur avendo molte caratteristiche in comune, si sono ritagliate un loro posto nella storia e hanno ammaliato musicisti diversi.

Fender Jazzmaster American Original '60s

La ricetta originaria di casa Fender, ovvero quella perfezionata con Telecaster e Stratocaster, si ritrova anche nei modelli Jazzmaster. Stiamo quindi parlando di chitarra con scala 25,5″ e dal manico avvitato, pensata per essere assemblata velocemente e di conseguenza capace di essere personalizzata profondamente. Sul piano dei legni la Jazzmaster della serie American Original ’60s presenta un corpo in Ontano, un manico in Acero con tastiera in Palissandro (rifinita da un leggero binding). Tutti elementi già molto noti al mondo Fender, ma se non avete mai provato una Jazzmaster vorreste poter testare la grandezza del body- Quest’ultimo, infatti, pur sfoggiando uno shape che lo rende molto comodo, ha dimensioni che potrebbero rivelarsi “ingombranti” per alcuni.

Indubbiamente è nell’elettronica che la Jazzmaster – tanto quanto la Fender Jaguar – si distingue dalle altre produzioni del brand. Siamo infatti di fronte ad uno strumento dotato di due P90, single coil famosi per mantenere intatta la cristallinità delle alte frequenze tipica dei single coil, non senza una spinta sulla “pancia bassa” maggiormente vicina ad un humbucker. A pilotare i due pickup troviamo un selettore a tre posizioni, che viene però affiancato al famoso “Lead/Rhythm Circuit” pensato da Fender proprio per la Jazzmaster.

Treble/Rhythm Circuit: il segreto al cuore della Jazzmaster

Chiunque provi una Jazzmaster per la prima volta si troverà ad avere a che fare con quei due controlli “rotativi” e con lo switch aggiuntivo che la chitarra mette a disposizione sulla parte “alta” del body. Si tratta dei controlli dedicati alla sezione “rhythm” del circuito, ed ora proveremo a riassumerne il funzionamento. Lo switch a due posizioni serve per navigare tra le due sezioni del circuito lead/rhythm. Nel momento in cui decidiamo di utilizzare la sezione lead, la nostra Jazzmaster ed il selettore a tre posizioni andranno a lavorare così come farebbero su qualsiasi altro strumento.

Attivando invece la sezione “rhythm” del circuito, escludiamo completamente i controlli di tono, volume ed il selettore a tre vie. A questo punto l’unico pickup utilizzabile sarà quello al manico, per il quale possiamo gestire volume e tono, grazie ai due controlli rotativi. Questo tipo di circuito ci consente fondamentalmente di avere una “posizione in più” da sfruttare in maniera molto veloce. Una sorta di preset aggiuntivo per la nostra chitarra.

Un corpo dalle forme “diverse”, un ponte tremolo flottante (dotato anche di un pulsante di blocco), un’elettronica estremamente versatile… Ed infine un suono inconfondibile. Le alte frequenze della Jazzmaster sono famose per il loro “jangle”, quello scampanellio che le ha fatte divenire le preferite di amanti dei fuzz, del riverbero, e di suoni che amano “esplorare” nuovi territori. Certamente lontana dal jazz per la quale era stata pensata originariamente, ma sicuramente uno strumento capace di stregare. Nel video potete ascoltare qualche ottimo esempio.


Fender Jaguar American Original ’60s

Non solo la chitarra di Cobain

Moltissimi la conoscono per essere passata sotto le mani di Kurt Cobain, il quale ha sempre messo in bella mostra il suo grande amore per le Offset, ma la Fender Jaguar è molto, molto di più. Body che ricalca quello della Jazzmaster, sempre in Ontano e sempre completato da manico in Acero con tastiera in Palissandro… Le somiglianze non vi bastano? Sulla Fender Jaguar della serie American Original ’60s ritroviamo anche lo stesso ponte tremolo flottante con pulsante per blocco immediato. E quindi quali sono le differenze tra i due modelli?

Fender Jaguarr American Original '60s

Anzitutto la scala. La Fender Jaguar è una chitarra a scala corta, ovvero 24″, elemento che si traduce in una immediata sensazione di comodità sotto le dita anche per chi non ha mani molto grandi. La scala corta non è però qualcosa che si riflette esclusivamente sulla comodità, ma va ad agire anche sul suono. La scala di uno strumento, ovvero la distanza tra il primo tasto ed il ponte, plasma il suono della chitarra “alle origini”. Se uno strumento con scala più lunga si caratterizza infatti per delle armoniche più ricche e complesse, una scala corta può garantire invece una compattezza ed un corpo sonoro più “diretto”. Proprio queste caratteristiche sono il motivo principale per cui tanti chitarristi amano la Jaguar.

Quest’ultima, così come la Jazzmaster, si gioca la sua partita sulle medio-alte frequenze, anche se nel caso della Jaguar non troviamo più due P90, bensì due single coil “canonici”. Single coil che nel caso della American Original ’60s sono due Vintage Pure ’62, ma soprattutto pickup che si caratterizzano per uno “scampanellio” che non è rintracciabile in chitarre come Stratocaster o Telecaster.

Treble/Rhythm Circuit: anche la Fender Jaguar dice la sua

Per costruire definitivamente quel suono brillante che ha fatto la fama della Jaguar, non bastano scala corta e scelta dei pickup. Anche questo modello di casa Fender – infatti – si avvantaggia ampiamente di un circuito lead/rhythm simile a quello già visto per la Jazzmaster, ma nel quale ritroviamo qualche differenza sostanziale. Così come per la Jazzmaster anche sulla Jaguar abbiamo i due controlli rotativi ed il selettore a due posizioni aggiuntivo posti sull’ala alta del body. A questi si aggiungono però altri tre switch che vanno ad ampliare la possibilità di combinazione dei due pickup. Oltre a ciò la Fender Jaguar è dotata anche di un controllo chiamato “mid-cut”, che si comporta sul nostro suono esattamente come il nome suggerendo, ovvero attivando all’occorrenza un taglio sulle medie frequenze.

Viste le tante configurazioni di switch a disposizione, per darvi un’idea completa delle combinazioni di switch sfruttiamo ancora una volta il diagramma esplicativo fornito direttamente dalla guida ufficiale Fender.



Considerazioni finali

Fender Jaguar e Jazzmaster sono due mondi separati. Non fate l’errore di considerarle sorelle “sbagliate” di Telecaster e Stratocaster, perché in quel caso potreste essere sul punto di perdervi qualcosa di molto interessante. Sono strumenti particolari, pensati in maniera diversa e studiati in un momento particolare della storia di Fender. Non di meno sono strumenti che sanno regalare emozioni più uniche che rare. Se amate i fuzz, le distorsioni pesanti e soprattutto se amate le chitarre “comode”, Jazzmaster e Jaguar potrebbero riservarvi moltissime sorprese.

Sicuramente non sono strumenti immediati, se volete fruttare al meglio tutte le sonorità a disposizione potreste dover “lavorare” un po’ sui tanti controlli on board, ma fidati quando vi diciamo che è molto più difficile a dirsi che a farsi.
Ciò che però dovete tenere bene a mente è che – forse in maniera un po’ troppo ignorata – Fender Jaguar e Jazzmaster hanno un carattere sonoro molto forte, a tratti predominante. Potrete provare a domarle, ma non riuscirete mai a cambiarle. Almeno una volta nella vita date loro una chance, potreste scoprire di esservi persi un gran bel mondo.