Suonare l’hi-hat: 10 modi non convenzionali per farlo

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Cari amici di Gas Tube Drums nel video di oggi parliamo di come suonare l’hi-hat, ed in particolare di dieci modi non convenzionali per farlo.
Nel video di oggi vediamo anche alcuni prodotti selezionati dal catalogo di Strumentimusicali.net che ci vengono in aiuto nel momento in cui vogliamo variare un po’ il nostro approccio al playing del charleston.

Se avete dei suggerimenti riguardo a degli argomenti o degli strumenti che vi piacerebbe vedere testati sul canale non dovete far altro che dare una sbirciata nel vasto catalogo di Strumentimusicali.net e poi comunicarcelo tramite i commenti dei video oppure in direct su Instagram!

1. Un Charleston “canonico”

Suonare l’hi-hat così come ci hanno insegnato

Per capire cosa vogliano significare i modi “non convenzionali” scelti, andiamo a ripassare velocemente quelli che sono i modi più canonici di suonare l’hi-hat.

Con la punta della bacchetta per un suono più preciso, con la pancia della bacchetta per un suono con maggior coda… Ed ancora, suonato aperto per un effetto più tridimensionale, suonato chiuso per maggior compostezza, suonato con il pedale in maniera “corta” oppure, suonato sempre con il pedale ma “splashato” grazie a colpi decisi e staccati.

Insomma, i modi più canonici di suonare l’hi-hat sono già molti, ecco perché per iniziare a spostarci in territori “nuovi” dobbiamo andare ad applicare qualche piccola modifica.

2. Hi-hat aperto o chiuso schioccando le dita

Non letteralmente schioccando le dita, ma quasi. Il primo modo di suonare l’hi-hat che andiamo a vedere coinvolge l’utilizzo di un morsetto realizzato da Gibraltar. Si tratta di un prodotto tanto semplice quanto geniale, e ci consente di passare dall’avere il nostro hi-hat chiuso o aperto con molta facilità.

Suonare l'hi-hat con Clutch Gibraltar SC QRHHDC

Si chiama Gibraltar SC QRHHDC, ma se questa sigla non è molto attraente, lo è molto di più il suo funzionamento. Sostituiamo il pre-esistente clutch con il morsetto Gibraltar, decidiamo l’altezza massima dell’apertura che vogliamo per il nostro hi-hat ed il gioco è fatto.
Premendo il pedale del charleston con il piede potremmo utilizzare il piatto con l’apertura desiderata. Se poi però volessimo bloccare istantaneamente l’hi-hat per passare – magari – all’uso del doppio pedale, non dovremo far altro che colpire con la bacchetta l’apposita leva posta sulla cima del morsetto ed il piatto si chiuderà istantaneamente.

3. Spostiamo il charleston!

Suonare l’hi-hat grazie ad un pedale “remoto”

Abbiamo già visto il pedale remoto di Dixon in un precedente video, ma per chi non lo conoscesse diremo che si tratta semplicemente di un pedale per charleston che permette un controllo in remoto grazie ad un cavo di circa 1 metro e 80 centrimetri.

Perché spostare il charleston? Semplicemente perché variare le posizioni degli elementi del nostro kit potrebbe aiutarci a trovare nuove soluzioni sonore e rinfrescare il nostro playing.

4. Aggiungiamo un hi-hat!

Ma chi l’ha detto che dobbiamo accontentarci di un solo charleston? Nessuno, e noi non ci accontentiamo. La quarta opzione che vi andiamo a proporre è quella di una soluzione basata sull’uso di due charleston, uno gestito in maniera normale ed il secondo utilizzato grazie ad un pedale come il Dixon Remote.

Pedale remoto per hi-hat Dixon Remote Hi-Hat PSH9290C

Entrambi i pedali sono gestibili separatamente ed in maniera perfettamente analoga, aggiungendo magari il Clutch Gibraltar che abbiamo visto poco sopra per velocizzare ulteriormente alcuni passaggi.

5. Un charleston super potente

Non si tratta propriamente di un charleston, ma molto più del mostro di Frankenstein dei charleston: andiamo a mescolare un po’ le carte in tavola. Sempre partendo dall’uso di un charleston secondario con il pedale remoto, andiamo a scomporre il nostro hi-hat.

Sostituiamo il piatto superiore con un crash come il Meinl Pure Alloy Custom, mentre per il piatto inferiore scegliamo un crash come lo Zildjian Custom Dark da 18″. Il Risultato un charleston da 18 pollici davvero molto potente, e dal suono decisamente “inusuale”.

I piatti che abbiamo scelto sono un po’ estremi, ma servivano a spiegare come, in questo modo, il charleston potete costruirlo voi come meglio preferite.

6. La modifica “non-charleston”

Suonare l’hi-hat… andando a suonare in realtà due splash

Proseguendo sull’idea di modificare il nostro charleston così come ci sembra meglio, andiamo ora a modificare nuovamente i due piatti che lo compongono. Per il piatto inferiore selezioniamo uno Splash Meinl HCS da 12″, mentre per il piatto superiore ci rivolgiamo ad uno splash Zildjian A Custom da 10″.

Non è più propriamente un charleston, ma due splash utilizzati come se lo componessero. Il risultato sonoro è estremamente secco, molto preciso ed affilato. Non è una soluzione che possiamo considerare universalmente versatile, ma sicuramente è qualcosa di interessante e divertente da provare.

7. Suonare l’hi-hat aggiungendo dei sonagli

Per la settima modalità proposta andiamo ad aggiungere al nostro charleston dei sonagli, ed in particolare lo facciamo andando a prendere un cembalo per hi-hat di casa Meinl, nello specifico il MCP HTHH1BK-6.

Piatto hi-hat con sonagli Meinl MCP HTHH1BK-6.

Possiamo assicurarlo direttamente all’asta del charleston, oppure appoggiarlo sul piatto superiore, i due suoni che otterremo saranno diversi soprattutto per quanto riguarda la definizione (il primo modo d’uso più definito del secondo). Con l’aggiunta dei sonagli siamo però in grado di dare al nostro charleston molta tridimensionalità.

8. Charleston sovrapposti

Anche questa ottava proposta comprende l’utilizzo di due charleston, sempre gestiti tramite l’uso del secondo pedale remoto Dixon che abbiamo visto in precedenza. La particolarità di questa proposta è che andremo a posizionare i due charleston molto vicini tra loro, l’uno più alto rispetto all’altro, andando così a “sovrapporli”.

Potremmo comunque gestire i due charleston separatamente, entrambi con il pedale a sinistra – in questo caso – ma la loro vicinanza ci consentirà di studiare soluzioni sonore e combinazioni molto interessanti.

9. Pedale del charleston a destra

Suonare l’hi-hat con il piede destro

Non è qualcosa di “canonico”, e sicuramente non è qualcosa a cui molti batteristi pensano troppo, ma spostare la gestione del charleston sul piede destro potrebbe riservare qualche sorpresa. Anzitutto si tratta di un esercizio molto interessante per la nostra co-ordinazione, ma si tratta soprattutto di un’espansione sonora molto accattivante.

Pensate a cosa può succedere se spostiamo il pedale del nostro charleston secondario, ovvero quello gestito con il pedale remoto, vicino al pedale della cassa. Le combinazioni sonore tra i due charleston a disposizione crescono esponenzialmente, ed il range sonoro del nostro kit si espande – con una modifica molto leggera – verso territori nuovi.

10. La creatività è tutto

Suonare il charleston seguendo il nostro gusto

Tra queste pagine l’abbiamo ripetuto molte volte, e continueremo a farlo. Sperimentare seguendo il proprio gusto è la regola delle regole. Tutti i suggerimenti che vi abbiamo appena dato non contano nulla se poi non si sposano bene con ciò che vi piace maggiormente. Prendete spunto, provate, smontate e rimontate, spostate e traete le vostre conclusioni: non guardate mai alla batteria come a qualcosa di intoccabile, la vostra creatività vi ringrazierà costantemente.