Amplificatore rock attorno ai €600? PRS MT15

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Il video di oggi si colora dei suoni e del look del brand Paul Reed Smith, che insieme a Strumentimusicali.net abbiamo preso in causa per portarvi il migliore amplificatore rock attorno ai €600.

Oggi parliamo della testata PRS MT15, amplificatore dalle dimensioni contenute ma dai moltissimi suoni. Per farlo tiriamo in ballo anche una bella PRS SE Custom 24 Vintage Maple, che avete già ascoltato in un video dedicato.

Gli strumenti che potete ascoltare nel video di oggi sono stati scelti anche grazie a vostri suggerimenti, e pertanto vi ricordiamo che per vedere sul canale quello che più vi interessa non dovete far altro che creare un carrello Strumentimusicali.net e successivamente inviarlo a [email protected].

Design e Costruzione

Un amplificatore rock in tutto e per tutto

8kg di peso per uno “scatolotto” da 35cm di lunghezza, a tutti gli effetti una “lunchbox” di una certa sostanza. La mini testata Mark Tremonti signature di PRS arriva con quella solidità e quel look che ci aspetteremmo da un prodotto simile. Tanta sostanza in uno chassis dalle dimensioni contenute, due caratteristiche che fanno gola a molti.

Testata amplificatore rock per chitarra Paul Reed Smith MT15 Mark Tremonti

Rivolgersi a diverse tipologie di chitarristi sembra proprio essere l’idea principale dietro l’MT15, e di seguito vedremo il perché, sul piano costruttivo possiamo dire però che non c’è nulla di fuori dall’ordinario. Uno chassis compatto, dal design curato al punto giusto ed enfatizzato dall’illuminazione dedicata alle valvole. Pochi fronzoli per un amplificatore che chiaramente punta tutto sul suono.

Gestione dell’amplificatore

15 watt valvolari, riducibili a 7 watt, sono tutto ciò che serve all’MT15 per sprigionare il gran quantitativo di potenza e versatilità che lo contraddistingue. Due canali per gestire le tante sfumature sonore, che sono “riscaldate” da una coppia di 6L6 nel finale, e da ben 6 JJEC83S nel pre.

I due canali a disposizione dell’MT15 godono di equalizzazione separata, ma sono “collegati” da un controllo presence e da un master in comune che permette di “settare” l’output generale della testata.

La selezione dei due canali si effettua tramite un toggleswitch posto vicino all’input per il jack della chitarra, mentre il selettore per la potenza della testata è posto sul pannello posteriore. Oltre all’equalizzatore a tre bande, il canale clean è dotato anche di un controllo di Volume e di un boost che si attiva tramite la manopola push-pull in comune anche per il controllo Treble. Passando invece al canale Lead troviamo nuovamente l’equalizzazione divisa per Bass, Middle e Treble, ed infine un controllo di Gain.

A concludere la dotazione, sul pannello posteriore troviamo le connessioni per footswitch (incluso in confezione), per i cabinet (1×16 ohm, 1×8 ohm e 2×16 ohm) e per il send return.

Sound

Firmata da Mark Tremonti, la MT15 non poteva far altro che essere un amplificatore orientato su tutti quei generi che partono dal rock e si espandono in territori ben più estremi. Non lasciatevi ingannare però, c’è molto altro sotto la scocca di questa piccola testata PRS. Iniziando proprio dai suoni clean, si scopre come – malgrado il basso wattaggio – la MT15 sappia prodursi in puliti cristallini e definiti.

Alzando il volume del canale clean, e riducendo l’output generale con il controllo master, si riuscirà persino a far arrivare il canale pulito ad un crunch leggero, molto utile però per passare attraverso diverse sfumature grazie al controllo di volume del nostro strumento. L’headroom generale è sufficiente per coprire ogni tipo di necessità casalinga e in studio, ma nel momento in cui si deciderà di portare l’MT15 dal vivo basterà microfonarlo per poter godere di tutto lo spettro di suoni puliti in suo possesso.

Amplificatore rock per chitarra Paul Reed Smith MT15 Mark Tremonti

Il canale Lead dell’MT15 è probabilmente la vera motivazione per la quale molti si interesseranno alla testata in questione. Grazie ai suoi cinque stadi di guadagno il canale lead ha a disposizione gain per coprire qualsiasi genere vada dal rock leggero al metal. Passiamo facilmente da crunch corposi e “percussivi” a suoni lead filanti e dal gran sustain, il tutto senza mai snaturare quella pasta definita e organica che caratterizza l’amplificatore.

Salendo con il gain sale anche l’ammontare di compressione, che però non si rivela mai fastidiosa al punto da rendere il nostro suono troppo sottile per bucare un mix di gruppo. La natura delle distorsioni dell’MT15 è sempre “morbida”, spinta quanto serve, ma sicuramente mai sottile o affilata al punto da risultare zanzarosa. Tanta potenza, ben controllata e dosata al punto da rendere ogni variazione sonora lineare e bilanciata.

Conclusioni

Il miglior amplificatore rock attorno ai €600?

La risposta suona quasi retorica. Nella fascia del €600 non è facile trovare molti altri contendenti al titolo di miglior amplificatore rock. L’MT15 racchiude tutto ciò che serve al chitarrista rock (e non solo), e lo fa con grande efficienza e pragmatismo. Zero fronzoli e tanta, tantissima, sostanza.

Sono molti i suoni validi che si possono ottenere con l’MT15, sia che si parli di suoni clean, sia che si guardi principalmente al comparto distorsioni. I crunch sono ciò che fa brillare questa piccola testata, che – e non bisogna assolutamente dimenticarselo – racchiunde in un formato da cameretta un quantitativo di esplosività sonora decisamente notevole. Pertanto è difficile porla in altro modo: nella fascia dei €600 la MT15 è sicuramente un best buy.