Microfono per la cassa: quale scegliere?

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Con questo nuovo articolo in collaborazione con Strumentimusicali.net, inizia una nuova serie dedicata ad un argomento che avete richiesto in moltissimi: microfonare la batteria. Come primo passo di questa serie andiamo diretti sulla scelta del giusto microfono per la cassa, e guardiamo alle principali differenze timbriche tra i microfoni più diffusi.

In passato abbiamo già affrontato la microfonazione della batteria partendo dalla creazione di un set di microfoni economici. Oggi invece andiamo a riporre maggior attenzione sulla cassa, e su quello che può rivelarsi il microfono per la cassa più performante. Per farlo abbiamo ricevuto da Strumentimusicali.net quattro diversi microfoni: AKG D112, Shure Beta 91A, Audix D6, Shure Beta 52A.

Se avete dei suggerimenti riguardo a degli argomenti o degli strumenti che vi piacerebbe vedere testati sul canale non dovete far altro che dare una sbirciata nel vasto catalogo di Strumentimusicali.net e poi comunicarcelo tramite i commenti dei video oppure in direct su Instagram!

Breve prontuario dei posizionamenti più diffusi

Principali modalità d’uso di un microfono per la cassa

Andando a ridurre in maniera drastica il lungo elenco di modalità d’uso di un microfono per la cassa, potremmo riassumere i principali metodi di posizionamento in:

  • Microfono “a metà”.
    Non prendete alla lettera questa denominazione, non si tratta realmente di un microfono “spezzato a metà”. Piuttosto con questa dicitura ci riferiamo a quel posizionamento che prevede l’uso del microfono inserito nella cassa soltanto per l’equivalente di metà del suo corpo. Questo tipo di posizionamento è solitamente utilizzato per andare a catturare un “segmento” sonoro che si trova tra la punta e la pancia del suono della cassa.
  • Microfono fuori dalla pelle.
    Come è facile intuire questa modalità d’uso del microfono per la cassa, prevede il posizionamento dell’intero microfono fuori dalla pelle della cassa. Solitamente si opta per questo tipo di microfonazione quando si vogliono catturare soprattutto le basse frequenze, motivo per cui è facile rintracciare un uso simile in ambito jazz.
  • Microfono nel “cuore” della cassa.
    Questo terzo modo d’uso del microfono per la cassa prevede l’inserimento dell’intero corpo del microfono all’interno del tamburo. Il posizionamento prevede inoltre che il microfono si trovi esattamente nel centro della cassa, scelta che permette di catturare un compromesso di attacco e pancia del suono. Quest’ultima scelta è prediletta solitamente in ambito pop/rock.


AKG D112

Il primo microfono del quale parliamo oggi è un grande classico del catalogo AKG. Probabilmente molti di voi l’avranno già visto in azione in qualche studio di registrazione, o in sede live, e questo è anche grazie al fatto che si tratta di un microfono dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

l’AKG D112 MKII è un microfono dinamico cardiode, ed è la nuova versione di quello che è divenuto nel tempo uno standard nella microfonazione della batteria. Si tratta di un microfono perfetto per tutti coloro che vogliono migliorare il loro kit di microfoni per batteria, ed in particolare si tratta di un prodotto che al costo di €109,00 consente di ottenere risultati molto interessanti.

Rispetto agli altri tre microfoni che vedremo di seguito l’AKG D112 cattura solitamente poco della punta del suono e molta più pancia, rivelandosi così un microfono molto generoso sulle basse frequenze. Queste caratteristiche lo rendono il preferito di molti, ed allo stesso tempo un microfono che altrettanti fonici cercano di evitare a favore di un suono più ricco di medio-alte frequenze.

Shure Beta 91A

Il Beta 91A di Shure è un altro “volto celebre” della microfonazione per batteria (e non solo). Si tratta dell’unico microfono a condensatore dei quattro che trovate in questo articolo, e soprattutto si tratta dell’unico microfono dalla forma tanto particolare.

Il 91A è anche meglio conosciuto come “la saponetta”, e questo ovviamente per via della sua forma. Quest’ultima è la sua caratteristica principale, in quanto è anche la ragione alla base del suo posizionamento e all’origine delle sue caratteristiche sonore. La struttura a saponetta permette al Beta 91A di essere collocato facilmente all’interno della cassa, elemento che può rivelarsi molto utile anche per chi è ancora alle prime armi per quanto riguarda il posizionamento dei microfoni.

La forma a saponetta ed il modo d’uso che ne deriva si traduce anche in una ripresa sonora che non premia eccessivamente le basse frequenze come nel caso dell’AKG D112, ma che conserva un attacco molto più presente. Il Beta 91A è solitamente il preferito di molti professionisti per la possibilità di lavorare a fondo in post-produzione il suono catturato.

microfono per batteria Audix D6 appoggiato su tavolo vicino a pianta grassa in vaso

Audix D6

Il terzo microfono per la cassa che prendiamo in considerazione è il famoso D6 di Audix. Se avete già incontrato il D6 sulla vostra strada, allora saprete anche che è un microfono che negli anni ha trovato innumerevoli impieghi, anche lontano dal mondo della batteria. Solitamente venduto a circa €229,00, in questi giorni il D6 di Audix è in offerta su Strumentimusicali.net a €188,00.

Si tratta di un microfono utilizzato diffusamente in ambito rock/pop, ma soprattutto si tratta di un microfono dal carattere sonoro molto “presente”. Con ciò si intende dire che la ripresa sonora dell’Audix D6 presenta già dei connotati e dei tagli di frequenza molto importanti. Si tratta di un “piglio” sonoro che ha reso questo microfono molto famoso, ma non è certo il microfono adatto a chi vuole poter agire in maniera profonda sul suono in post-produzione.

L’Audix D6 è pertanto consigliato a tutti coloro che vogliono un microfono “plug ‘n’ play”, ma soltanto a patto che l’equalizzazione di base fornita dal microfono stesso si sposi con la situazione musicale per la quale è richiesto. Come tutti i prodotti Audix anche il D6 è ingegnerizzato e prodotto negli Stati Uniti.

microfono per batteria Shure Beta 52A all'interno della pelle della grancassa

Shure Beta 52A

Per la seconda volta nella nostra disamina tiriamo in causa un prodotto firmato Shure, e non è certo un caso. Dall’introduzione del suo primo 55 Unidyne nel 1939, il marchio statunitense ha apposto la propria firma su innumerevoli registrazioni, e – così come il Beta 91A – anche il Beta 52A ha saputo ritagliarsi un posto d’onore in moltissimi studi di registrazione.

Conosciuto per la sua grande fedeltà di ripresa, il Beta 52A è quel microfono amato da molti professionisti perché in grado di restituire il suono della cassa in una chiave estremamente naturale. Fra gli addetti ai lavori è considerato quel microfono a cui rivolgersi per una registrazione che faccia ascoltare il vero “cuore” sonoro della cassa, e che permetta un ampio margine di lavoro in fase di post-produzione.

Tra i microfoni dei cui abbiamo parlato non è il più costoso (al momento in vendita a €179,00), ma è sicuramente quello che richiede il maggior grado di competenza nel posizionamento e nella successiva lavorazione del materiale sonoro registrato.