Quale chitarra semi-acustica comprare sotto i €500?

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Semiacustiche… Mondo affascinante e sempre pronto ad accendere, a più mandate, la GAS di ogni chitarrista. Oggi parliamo di ben tre strumenti dal costo accessibile ma dalle caratteristiche sonore che non hanno paura di confrontarsi con i ” numeri 1″ della categoria: qual è la semi-acustica da portarsi a casa per un prezzo inferiore ai €500,00?

Per rispondere a questa domanda Strumentimusicali.net ci ha inviato tre chitarre scelte da voi, ma soprattutto tre chitarre dalla comune caratteristica di essere delle semi-acustiche. Tre strumenti simili ma fondamentalmente diversi per quanto riguarda il risultato finale, oggi parliamo di Ibanez Artcore, Epiphone Casino e di Gretsch Streamliner.

Gli strumenti che potete ascoltare nel video di oggi li avete scelti voi, e pertanto vi ricordiamo che per vedere testati sul canale quello che più vi interessa non dovete far altro che creare un carrello Strumentimusicali.net e successivamente inviarlo a carrellogastube@gmail.com.

Ibanez Artcore AS73

Dal 2002 ad oggi la serie Artcore si è guadagnata il titolo di “perla” del catalogo Ibanez. Non solo una delle serie più vendute per quanto riguarda il brand giapponese, ma anche una linea di chitarre in grado di fare breccia nel cuore di chitarristi dall’estrazione estremamente diversa. Cercare una chitarra semi-acustica in una fascia di prezzo media vuol dire avere obbligatoriamente a che fare con la Artcore.

La AS73 è uno standard della linea Artcore, chitarra inizialmente pensata principalmente per un pubblico rivolto al jazz, nel corso del tempo si è fatta largo tra i ranghi di chitarristi per essere quello strumento in grado di “sorprendere” anche in territori molto distanti da quelli che le sono stati associati alla nascita

Tavola, fondo e fasce in Linden, manico set-in con tastiera in Noce a 22 tasti, e due pickup humbucker “Classic Elite” di casa Ibanez sono le caratteristiche principali di uno strumento che da sempre si contraddistingue per un rapporto qualità/prezzo molto forte.

La sua natura “jazz” non svanisce mai – e sicuramente un campo d’uso che si definisce tra il clean ed il crunch appena accennato è quello nel quale sa esprimere meglio il suo centro sonoro – ma se state cercando uno strumento capace di spaziare in modo efficace in un range di generi ampio, la Artcore è una scelta molto efficace.
Ottima gestione del sustain, buona intelligibilità delle note anche con quantitativi di gain elevati, la AS73 è una chitarra dal carattere deciso e sempre “sotto controllo”, anche quando si tratta di addomesticare suoni che hanno maggiormente a che fare con generi distanti dalla sua identità primaria. Una chitarra duttile, malleabile, comoda da suonare, e performante su più fronti, sicuramente consigliata a chi vuole una semi-acustica “tuttofare”.

Epiphone Casino

Una vera icona, un nome da sempre associato in modo automatico al nome Epiphone, la Casino è una di quelle chitarre che – grazie ad un carattere sonoro inconfondibile – porta ad adottare un determinato approccio al playing. Dal 1961 l’archtop per eccellenza di casa Epiphone, conosciuta ai più per essere passata fra le tracce dei Beatles (e di molti, molti altri), la Casino è uno strumento che sa, a patto che sappiate domarla, prestarsi per l’uso in svariati generi musicali.

Top in acero a cinque strati e body in acero laminato, la sua costruzione completamente cava (a differenza delle altre due chitarre che vediamo qui oggi, le quali presentano invece un blocco centrale solido) le permette di essere sempre molto “acustica” nel feeling. Quando la si suona, anche se spinta in distorsioni abbastanza sostenute, è infatti sempre percepibile la vibrazione del corpo ed il suo “movimento” naturale dato dalla cavità del body. Di tanto in tanto la gestione del feedback può creare qualche “disguido”, ma ricordiamoci che non è difficile trasformare tale eventualità in un’arma molto potente.

Oltre alla tipologia di costruzione, l’altra caratteristica fondamentale della Casino è rappresentata dai suoi P90, pickup che la stacca nettamente dalla Artcore e dalla Streamliner e che le permette di mantenere sì un suono sempre deciso e graffiante, ma anche una risposta dinamica ed un’organicità che sono peculiarità fondamentali dei pickup single coil.

Se blues e rock sono i vostri due lidi sonori di preferenza, la Casino fa decisamente al caso vostro, ricordandovi però che spingersi in un rock graffiante, così come in sessioni jazz più “pulite”, non sarà certo un ostacolo insormontabile.

Gretsch G2622T Streamliner

Con la linea Streamliner Gretsch ha messo a segno un colpo molto importante, andando così a rinnovare la sua presenza nella fascia media con delle chitarre dalle caratteristiche tecniche interessanti. Partiamo col dire che tutti i modelli della serie Streamliner si fanno notare per una cura nelle finiture e nei particolari che non è facile trovare nella fascia di prezzo dei €500-€550. Se proprio volessimo trovare una piccola pecca si potrebbe dire che la verniciatura glossy del manico a volte può risultare un po’ difficile da approcciare per chi ha particolari problemi di sudorazione delle mani, ma non è certo qualcosa che riguarda tutti i chitarristi.

Costruzione con blocco centrale, corpo dalle dimensioni abbastanza generose (ma esiste anche il modello 2655T che vanta invece un corpo molto più piccolo) caratterizzato da acero laminato per top, fondo e fasce, mentre il manico (set-neck) è realizzato in Nato e la tastiera (con 22 tasti medium jumbo) in alloro.

La voce della Streamliner viene dai due Broad’Tron BT-2S che vanno a riprendere il timbro e il cocetto sonoro dei famosi Tv Jones Filtertron, ma soprattutto che rendono la Streamliner la più “rockettara” delle tre chitarre che abbiamo preso in esame oggi. Si tratta di uno strumento dal sound deciso, potente, e sempre pronto a graffiare, e pertanto possiamo dire senza troppi dubbi che se volete provare un approccio all’hard rock in chiave semi-acustica, questa è chitarra non vi deluderà.

I Broad’Tron sono pickup abbastanza dinamici, ma è quando messi sotto “stress” con buoni quantitativi di gain che sanno dimostrare veramente di che pasta sono fatti. Detto ciò la Streamliner si comporta bene anche con sonorità clean che vogliano servire da supporto per situazioni jazz o, perché no, funk. A corredo della Steamliner troviamo un ponte Bigsby B50 che completa un “pacchetto” tecnico-estetico decisamente notevole a fronte dei €475,00 richiesti per portarsi a casa questo strumento.