Come migliorare il suono della nostra cassa: pelli e accordatura

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Cari amici di GasTube Drums, l’articolo di oggi è uno di quelli che da qualche tempo richiedete a gran voce, e quindi oggi eccoci pronti per accontentarvi: andiamo ad accordare la nostra cassa!

Non parleremo soltanto di accordatura però – che come abbiamo già visto in precedenza è uno degli aspetti più importanti nella costruzione del suono della nostra batteria – perché per far suonare al meglio la nostra cassa avremo bisogno anche delle giuste pelli.

Proprio in virtù di questo per il video di oggi Strumentimusicali.net ci ha fornito una Remo Powerstroke 3 da 22″ ed una Evans EMAD da 22″, due prodotti di riferimento per quanto riguarda le pelli per la grancassa, che oggi vedremo all’opera in fase di accordatura ma anche in fase di montaggio.

Pelli, quali scegliere?

L’abbiamo già detto molte volte, la scelta della pelle più adatta ai nostri scopi determinerà la felicità della convivenza con la nostra batteria, pertanto riponete sempre molta attenzione in quest’operazione. Oggi parliamo di due pelli “importanti” fra quelle in commercio oggi, due pelli che potrebbero rivelarsi la giusta soluzione per molti di voi.

REMO Powestroke 3 22″

Parlare di REMO significa parlare di uno dei nomi più “ingombranti” nel mondo della batteria, ed in questo caso parliamo anche di una delle serie di pelli più diffuse, ovvero la Powerstroke.

Anzitutto la Powestroke 3, che nel video potete ascoltare provata sulla cassa della Tamburo T5,è una di quelle pelli che permettono ai legni del tamburo di farsi ascoltare maggiormente. Questo è sicuramente un vantaggio nel momento in cui vi troviate a suonare una batteria di un certo livello, ma è invece un fattore da tenere bene in mente nel caso stiate pensando ad un upgrade delle pelli una cassa che non parte troppo “avvantaggiata” in quanto a legni e qualità dei fusti.

Sul piano sonoro è una pelle che si esprime meglio in chiarezza e che risulta sempre un po’ più scarica sulle basse frequenze, questo però le permette di tirare fuoni un suono definito e con il “centro del colpo” a fuoco. Indubbiamente una pelle molto diversa dalla EMAD di Evans alla quale l’abbiamo affiancata, ma sicuramente anche molto versatile, qualità che le due pelli condividono in ugual misura.

Evans EMAD 22

Altro nome altisonante nel settore delle pelli per batteria, la EMAD di Evans che abbiamo ricevuto da Strumentimusicali.net è una pelle che si “interfaccia” con la vostra cassa in maniera molto differente rispetto alla Powerstroke.

Là dove la Powerstroke si definisce come una pelle in grado di far ascoltare il tamburo, alla EMAD piace invece prendere il centro dell’attenzione e far sentire la propria presenza. E che presenza, verrebbe da dire, perché l’altra grande differenza rispetto alla Powerstroke si rintraccia soprattutto nella quantità di bassi che la EMAD riesce a restituire ad ogni colpo, molto più “ingente” di quanto si riscontri con la Powerstroke.

Come detto per la REMO, anche la EMAD è una pelle molto versatile, che si distingue per il suo suono rotondo, ma che allo stesso tempo non risulta mai troppo invadente come invece verrebbe da pensare. A vantaggio della EMAD, caratteristica che dà il nome alla pelle, va anche la possibilità di poter sordinare la pelle senza doverla rimuovere grazie ai due Damping Rings (da 2cm e da 4cm) che vengono venduti nello stesso pacchetto.
La scelta fra le due si basa ovviamente sul gusto personale, ricordiamoci però che è con l’accordatura che andremo successivamente a “rifinire” in maniera sostanziale il suono naturale della pelle scelta.


Accordatura

Partiamo dal presupposto che quando si affronta l’accordatura della cassa si seguono fondamentalmente gli stessi principi che abbiamo già evidenziato nell’articolo e nel video riguardo all’accordatura degli altri tamburi.

Se vi foste persi quell’articolo, ripetiamo qui i passaggi fondamentali. Partiamo dalla pelle risonante e poi spostiamoci su quella battente. Dopo aver sostituito la nostra pelle avvitiamo le viti con le mani fino a che riusciamo a stringerle e soltanto dopo passiamo all’uso della chiavetta.

Il consiglio principale nel momento in cui si vadano a riavvitare le viti, e pertanto a tendere nuovamente la pelle, è di farlo in maniera incrociata, ovvero avvitando sempre la vite opposta rispetto a quella sulla quale abbiamo appena operato.

Una volta finito con la pelle risonante passiamo alla battente, ma qui dobbiamo prestare attenzione all’eliminare la colla in eccesso sulla pelle, che altrimenti andrebbe inevitabilmente ad influire sul nostro suono in maniera negativa. Per farlo Luca in video vi mostra il “metodo Simon Phillips”, ovvero quello del saltare – e per saltare si intende letteralmente salire in piedi sulla pelle e molleggiarsi come su un tappeto elastico – così da essere sicuri che della colla presente non resti alcun residuo.

Una volta fatta la dovuta “ginnastica” sulla pelle battente possiamo tirare le viti con la chiavetta e concludere la nostra accordatura secondo ciò che il nostro orecchio ritiene più adatto.

Per altri dettagli riguardo all’accordatura della batteria via consigliamo anche l’altro articolo che trovate sempre qui su Gastube.

Devo fare il buco sulla pelle risonante?

Per chiudere la questione riguardo al come strutturare il suono della cassa, vi lasciamo con un ultimo, breve, consiglio, e questo si rivolge a tutti quelli che hanno qualche dubbio sul voler forare o meno la propria pelle risonante.

Partendo dal presupposto che non esiste una scienza perfetta, vi basti sapere che il buco sulla pelle risonante va ad agire sul vostro suono enfatizzando o asciugando la coda dei vostri colpi. Una pelle battente con il buco suonerà molto più secca, in quanto il foro permetterà all’aria di uscire dalla cassa, mentre una pelle battente piena – e quindi senza foro – tratterrà tutta l’aria al suo interno e ciò significherà avere dei colpi di cassa con una coda più sostanziosa.

La risposta giusta? Cercate di capire quale delle due eventualità si possa sposare meglio con il suono del resto della vostra batteria, ed agite di conseguenza!