BOSS RC-10R: potenza e tecnologia al servizio della creatività.

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Almeno una volta nella vita ogni chitarrista deve provare una loop station. Chiamiamola regola non scritta, o forse ancora meglio chiamiamolo suggerimento amichevole, ciò che conta è che quando si parla di loop station si parla anche di divertimento assicurato.

Per coprire l’argomento loop station così che possiate decidere se è già arrivato il momento di averne una nella vostra pedalboard, insieme a Boss andiamo ad ascoltare la RC10R e alcune delle tantissime potenzialità che il suo “motore” sa sprigionare.

Da quando la tipologia di prodotto è andata prendendo piede sul mercato Boss si è imposta come vera e propria regina del segmento, definendo uno standard di confronto con la compatta RC-1 ed costruendo nel tempo una lineup a dir poco estesa di loop station dalle caratteristiche sempre più avanzate. La RC-10R è un ottimo compromesso di prezzo, funzioni e dimensioni, elementi che la rendono un prodotto interessante sia per i neofiti, sia per gli utenti più avanzati.

Costruzione

Chassis in metallo, solido e resistente così come già mostrato dalla serie 200 di Boss, linea della quale la RC-10R prende ovviamente anche le dimensioni. Quest’ultime sono un elemento fondamentale, in quanto il box compatto della loop station permette comunque di alloggiare un display LCD sufficientemente grande per ospitare tutte le informazioni necessarie, due footswitch dedicati all’attivazione delle due sezioni del pedale, ed infine due display circolari dedicati all’andamento delle rispettive sezioni.

Difficile sbagliare con i prodotti Boss, da anni una garanzia in quanto a durevolezza, ma anche in quanto ad efficienza nella disposizione dei controlli anche in spazi ridotti. La RC-10R non fa eccezione ed infatti in un formato sufficientemente compatto alloggia un gran numero di funzionalità, tutte sempre molto facili da richiamare grazie ad un layout dei controlli organizzato in modo molto intuitivo.

Gestione e funzioni

Dobbiamo pensare alla RC-10R come ad uno strumento diviso in due sezioni, questo perché le caratteristiche del prodotto si dividono in quelle dedicate alla loop station e quelle riservate invece alla sezione “ritmi”.
I due footswitch a disposizione controllano esattamente queste due “anime” della RC-10R, il cui “andamento” è sempre chiaramente mostrato dai display circolari che Boss ha introdotto con precedenti unità della propria linea di loop station.

Per gestire le varie tipologie di ritmi ed i banchi di memoria in dotazione alla RC-10R troviamo una manopola “Value” posta in alto a destra sullo chassis, la quale è coadiuvata da due pulsanti multifunzione e dal display LCD in grado di mostrare il banco di memoria selezionato, il tipo di ritmo in uso ed il tempo del ritmo.

La principale attrattiva della RC-10R è sicuramente il suo funzionamento in serie basato sulla costruzione di due tracce separate che garantiscono la possibilità di strutturare due parti distinte di un brano. A questo si aggiunga che il nuovo sistema di drum machine della RC-10R permette di gestire sezioni ritmiche con fill e chiusure poste esattamente lì dove lo riteniamo necessario, il tutto esclusivamente grazie alla pressione singola o doppia del footswitch dedicato.

Per completare il quadro gestionale della RC-10R troviamo una sezione output che permette di inviare il suono finito su output distinti, così da poter utilizzare anche amplificatori multipli. Per gestire al meglio il proprio suono con amplificatori, sistemi PA o monitor da studio la RC-10R è anche dotata di filtri che permettono di adattare al meglio la risposta sonora a seconda del diffusore che abbiamo scelto. Infine, non solo la nuova loop station di casa Boss è dotata di connettività MIDI, ma è anche equipaggiata di connessione mini USB che permette di utilizzarla con sistemi Mac e Windows per caricare i nostri ritmi in formato SMF oppure i loop preesistenti in formato Wav.

Suono e conclusioni

Difficile parlare strettamente di suono quando si parla di una loop station, ma per la RC-10R è anche molto difficile non parlare della semplicità con la quale ottimi risultati non tardano ad arrivare dopo i primi minuti d’uso. L’algoritmo alla base della loop station è stato implementato da Boss con una risposta precisissima al taglio del loop desiderato, e le capacità adattive della sezione ritmica offrono un valore aggiunto notevole all’appeal della RC-10R.

La possibilità di registrare molteplici loop e di suddividerli in due tracce separate (ed allo stesso modo avere due diverse sezioni ritmiche pronte a cambiare insieme alle tracce loop) apre ad un uso della RC-10R basato molto più sulla costruzione di brani completi invece che sulla sovrapposizione continua di loop strettamente chitarristici. Le possibilità espressive della RC-10R sono notevoli, e questo lo si deve soprattutto alla sezione drum machine, che non solo offre suoni credibili e dalla dinamica mai troppo finta, ma che riesce anche a rendersi parte integrante del processo di sviluppo dei nostri loop e della struttura generale del nostro brano.

Ad un prezzo d’acquisto di poco meno di €300,00 la RC-10R non si può certo dire economica, ma diventa estremamente bilanciata nel momento in cui si realizzi il quantitativo di possibilità tecniche offerte dal suo “sistema”.
Una versione decisamente espansa della più piccola RC-3 con la quale ormai condivide soltanto alcune funzioni, e sicuramente un prodotto molto più completo della RC-30 dalla quale si distacca non solo per funzionalità ma anche per approccio gestionale.

La RC-10R è un prodotto che Boss ha pensato espressamente per chi fa della performance il proprio pane quotidiano, ovvero una loop station in grado di coprire un gran numero di situazioni e di adattarsi a molteplici necessità, il tutto senza gravare eccessivamente sulle dimensioni e sulla semplicità di trasporto, fattore che ha fatto desistere molti dall’avvicinarsi ad un sistema come la ben più costosa e ingombrante RC-300.