Intervista a Robby Krieger – Frank Talks n°19

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Ciao ragazzi, siamo alla 19° puntata di Frank Talks! Dopo il break di giugno vi avevo promesso che sarei tornato con qualcosa di speciale, ed eccoci qui oggi a parlare nientemeno che con Mr. Robby Krieger dei The Doors!
Dopo più di dieci anni di silenzio, Krieger torna con un nuovo album – The Ritual Begins at Sundown (Mascot Label Group) – che prosegue l’esplorazione di territori sonori che flirtano pesantemente con il jazz, la fusion, e – perché no? – con il funk.

Non è facile alzare il telefono e chiamare Robby Krieger, anche quando lui decide di rispondere infondendo nelle parole tutta l’umiltà e la gentilezza di cui è capace.

Non giriamoci attorno: Krieger è un mostro sacro della chitarra e della storia della popular music.
La sua influenza sul mondo musicale è talmente vasta ed i suoi brani hanno scavato il sentiero per così tante persone a venire, che se si ragiona troppo sull’entità della sua eredità artistica si rimane facilmente anche senza domande. Avrei voluto chiedere così tante cose da a Robby Krieger, mi ero preparato una lista così lunga di domande riguardanti tanto il suo nuovo album quanto la sua storia con i Doors, ma nel momento in cui ho finalmente potuto parlare con lui mi sono reso conto che tutto sarebbe andato in un’altra direzione. Questo succede perché la grandezza di un artista come Krieger risiede nel trascendere la sua stessa storia, la sua aura così ingombrante e ciò che noi, fan e cantastorie, gli appioppiamo.

Mi ha risposto al telefono abbastanza assonnato, ma gli sono bastate poche parole per farmi realizzare che l’intervista in realtà l’avrebbe fatta lui, o perlomeno che le domande me le avrebbe messe in bocca lui grazie a risposte candide, pure, proprie di quella semplicità che solo i più umili riescono a trasmettere. 

È in arrivo un nuovo album da solista di Robby Krieger dei Doors ...

Nell’intervista – che inizia al minuto 34:47 della puntata – abbiamo parlato di moltissime cose: di jazz, dell’amore per Coltrane, dei Doors, della voce di Morrison e anche del modo in cui, grazie ad un piccolo aiuto derivante dall’LSD, Krieger si è innamorato della Gibson SG. L’intervista completa e tradotta in italiano la trovate sul numero di Guitar Club che resta in edicola nei mesi di luglio e agosto, ma la trovate anche online tramite Readly sempr e fra le pagine di Guitar Club.

So bene che diversi di voi hanno qualche difficoltà a seguire con fluidità l’inglese di certi artisti, o semplicemente so bene che non tutti riescono a comprendere tutto ciò che si dice nelle interviste che vi porto qui sul podcast. Mi dovrete perdonare, e davvero ve lo dico con il cuore in mano, potrei tradurre tutto – come ho già detto altre volte – potrei doppiare le risposte o farle doppiare ad altri, ma fidatevi quando vi dico che non avrebbe alcun senso. Preferisco perdere qualche ascolto o preferisco che capiate soltanto una parte di ciò che vi faccio ascoltare, ma perlomeno so che lo apprendete dal diretto interessato. Non potrei mai rendere giustizia ad una persona come Krieger, andando a doppiare o tradurre tramite podcast la sua voce, i suoi sospiri o il tono delle sue risposte. So che è una scelta un po’ dura questa, ma credo veramente possa portare – a voi in primis – qualcosa di più autentico.

Alla settimana prossima.

Francesco