Walrus Julia V2: il chorus si rinnova

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Nuovo video, nuovo pedale sul banco di prova, e questa volta si torna a parlare di Walrus Audio, brand che conosciamo già molto bene e che solitamente ci regala sempre qualche ottima sorpresa.
Nello specifico del catalogo Walrus andiamo a pescare uno dei suoi pedali di punta, quel Julia chorus che di recente è stato aggiornato alla seconda versione con delle modifiche che hanno saputo rendere ancora più interessante un pedale già di per sé molto bello.

Prima di proseguire vi ricordiamo anche che i per approfondire i prodotti di casa Walrus o per richiedere qualsiasi tipo di informazioni, il sito web del distributore esclusivo italiano Face Distribution è sempre a vostra disposizione.

Estetica e design

Da sempre Walrus è uno di quei brand che garantisce attenzione per il comparto tecnico/sonoro dei propri prodotti, tanto quanto per l’appeal estetico che li contraddistingue.

Il nuovo Julia V2, così come il suo predecessore torna nel consueto chassis utilizzato per la maggior parte dei prodotti del marchio, ma lo fa con una nuova grafica realizzata da Adam Forster (che comunque riprende stile e colori di quella del predecessore) e con jack per input ed output spostati sulla parte superiore dello stompbox.

Non siamo di fronte a stravolgimenti apparenti quindi, ma piuttosto allo standard qualitativo che il brand ha imposto fin dal principio.

Gestione del pedale

L’aggiornamento alla seconda versione del Julia ha dato l’opportunità a Walrus di elaborare una formula già vincente e di affinarla in modo da immettere sul mercato un prodotto ancor più performante, questo potrebbe ben riassumere tutto ciò che rappresenta il Julia V2, ma guardando attentamente non è difficile scoprire il cuore del cambiamento apportato al pedale in questione.

Il circuito completamente analogico del Julia è controllato da tre manopole ed un toggle switch, proprio così come accadeva con la prima versione, ed in aggiunta a ciò abbiamo ora a disposizione uno footswitch di tipo soft-switch che – quando tenuto premuto per qualche secondo – permette anche di attivare il pedale in modalità momentanea.

I controlli a disposizione sono quelli di Rate e Depth, Lag e d-c-v. I primi due, ovvero quelli più “usuali” per un effetto di questo tipo, sono quelli che ci consentono di agire sull’enfasi dell’effetto e sulla profondità del range d’azione di questo, mentre Lag e d-c-v ci permettono di approfondire la personalizzazione del nostro chorus agendo su specifici parametri dell’LFO che sta alla base del pedale. In particolare il controllo Lag opera sul tempo di delay dell’LFO, mentre il controllo d-c-v (Dry-Chorus-Vibrato) agisce come controllo di blend capace di azzerare la presenza di passare in maniera continuativa fra un suono completamente dry ad uno invece estremamente vicino al vibrato, attraversando ovviamente tutto ciò che ci trova nel mezzo.

Infine i controlli del Julia V2 sono completati da un toggle switch preposto alla selezione della forma d’onda dell’LFO.

Suono

Sarebbe difficile iniziare a parlare del sound del Julia V2 senza sottolineare come la prima versione del pedale si fosse imposta sicuramente come uno dei chorus più sfiziosi sul mercato. La base sonora della seconda versione prosegue quanto fatto con la precedente, si “affina” la formula, si perfezionano i dettagli, ed il risultato è un chorus completo, molto intrigante nelle tante sonorità a sua disposizione e sicuramente uno strumento capace di dare adito alla nascita di molte idee creative.

Da sempre il compito di un buon chorus è quello di dare “spazialità” al suono, di dargli corpo e ambiente così da rendere anche le tracce più sterili molto più interessanti. Il Julia V2 svolge egregiamente questo compito ed aggiunge anche alcune accortezze che sono in grado di fare la differenza.

Dai suoni più leggeri e “appoggiati” per arrivare a quelli fluttuanti, melliflui e “mobili” di un chorus estremizzato capace di avvicinarsi – per certi versi – a quello di un vibe ed in generale di uno speaker rotativo, il Julia V2 copre un range di utilizzo molto ampio, ed in questo i controlli di Lag e d-c-v sono indubbiamente i più importanti.
Che si tratti di un suono adatto a ritmiche pop-rock, o invece un effetto invadente ma in grado di collaborare bene con delle distorsioni generose, l’aggiornamento del chorus di casa Walrus non faticherà in alcuno modo per soddisfarvi.

Non soltanto migliorie nella pasta sonora, ma anche attenzione per il funzionamento generale dell’effetto, quando attivato il Julia V2 non va a gravare sul volume generale della nostra catena di segnale (cosa invece già sperimentata con molti altri chorus o effetti dall’indole simile), elemento che nel quadro generale della nostra pedalboard e del nostro setup potrebbe fare sicuramente la differenza.

Conclusioni

Il Walrus Audio è un pedale pensato per tutti coloro che dal proprio effetto chorus non vogliono soltanto poter ottenere quei suoni che hanno reso celebre la categoria di effetti in questione, ma invece è uno strumento creativo che necessità di essere esplorato e, talvolta, anche estremizzato nei settaggi per poter sprigionare tutte le sue caratteristiche. Un’arma creativa da aggiungere alla propria pedalboard, e la funzione “momentary lapse” è la ciliegina sulla torta.