Riff anni ’90: ricreiamo i suoni con pedali Boss scelti da voi

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Video particolare quello di oggi, fondamentalmente perché è uno di quei video che avete creato voi e che avete strutturato voi grazie alla scelta .
Tutti i pedali Boss che prendiamo in considerazione oggi sono stati scelti da voi fra quelli a disposizione di Strumentimusicali.net in diretta durante una live di Instagram.

Boss OD-200 e MD-200, ma anche RV-6, DD-8 e TE-2: tanti suoni drive, ma soprattutto tantissime modulazioni ed effetti d’ambiente, ottima base di partenza per tuffarci direttamente in alcuni suoni di una decade che di modulazioni, delay e riverberi ha saputo sfruttare ogni particolare.

Come ogni volta vi ricordiamo che per vedere testati sul canale gli strumenti che più vi interessano non dovete far altro che creare un carrello Strumentimusicali.net e successivamente inviarlo a carrellogastube@gmail.com.

Green Day, Blink 182, The Offspring: Boss OD200

Dalla metà degli anni ’90 all’inizio dei 2000 il punk, o quello che è stato poi definito pop-punk, ha vissuto un momento importantissimo della sua vita, questo soprattutto grazie ad una risposta di pubblico a dir poco incredibile.
Green Day, Blink 182 e The Offspring (non in ordine casuale) sono state indubbiamente fra le tre band principali di quel movimento, ma soprattutto sono una buona base di partenza per mettere in mostra il “blocco base” dei suoni drive in forze all’OD-200.

Nel video (che trovate anche nel corpo dell’articolo) abbiamo provato a dare la giusta spinta ad un brano come When I Come Around (ma anche Basket Case, American Idiot ed in generale gran parte della discografia dei Green Day). Missione relativamente semplice, perché il suono “Stack Drive” dell’OD-200 è esattamente ciò che può risolvere la situazione. Si tratta di un suono di stampo Marshall, non eccessivamente spinto ma aiutato da un playing deciso. La stessa formula è applicabile anche a molte altre situazioni sonore, ma con All The Small Things dei Blink 182 e Pretty Fly (For a White Guy) dei The Offspring tutto funziona in maniera impeccabile.

Pedale della serie 200 di Boss, l’OD-200 altro non è se non un concentrato di suoni drive che spazia dal crunch leggeri a suoni high gain. Denominato “Hybrid Drive” per la sua circuitazione ibrida anologica-digitale, come tutti gli altri pedali della serie 200 si propone per offrire un vasto range di suoni e tanta versatilità in uno chassis dalle dimensioni contenute.

Metallica e Dream Theater: Boss MD-200, DD-8 e RV-6

Riff indimenticabile, una delle intro più riconoscibili della discografia dei Metallica ma anche – più ampiamente – del mondo metal, più che un brano Enter Sandman è quasi un’istituzione. Prendere di petto una traccia simile potrebbe mettere diversi paletti sul nostro percorso, ma la verità è che con i giusti accorgimenti tutto si può rivelare molto immediato.

Un buon suono clean è la giusta base di partenza ma non è sufficiente per portare a casa il risultato, ecco perché per rendere più tridimensionale il sound di questa introduzione andiamo ad aggiungere un po’ di riverbero grazie al Boss RV-6 ed un po’ di chorus preso direttamente dalla simulazione del CE-1 incorporata nei suoni del Boss MD-200.

Entrambi pedali molto versatili, capaci di creare situazioni sonore molto diverse fra di loro anche cambiando di poco i parametri a disposizione, l’RV-6 e l’MD-200 sono due strumenti provenienti da serie diverse del catalogo boss. Se il secondo, l’MD-200, riprende il concetto già mostrato con l’OD-200 ma spostando l’attenzione sul reparto modulazioni, l’RV-6 è quel pedale del catalogo Boss che vorrete in pedaliera nel momento in cui il riverbero ricopra una parte importante del vostro sound.

Le modalità a disposizione dell’RV-6 vanno ben oltre il riverbero, incorporando anche alcune opzioni che guardano ai delay, ma il fulcro operativo del pedale va a ricreare tutte quelle sonorità necessarie al coprire ogni tipo di utilizzo del riverbero. Il tutto è racchiuso nel consueto chassis Boss, e pertanto non va ad occupare troppo spazio nella vostra pedalboard.

A questo punto, dopo aver costruito il sound giusto per la vostra esecuzione di Enter Sandman, potreste accorgervi di volervi spostare su un altro grande classico, magari uno di quei classici provenienti dalla discografia dei Dream Theater… come ad esempio Pull Me Under.
Niente di più semplice: prendete un delay come il DD-8 – la più recente incarnazione della famosa serie di Digital Delay firmata Boss – e settate le ripetizioni sui quarti puntati, poi posizionatelo nel mezzo di modulazioni e riverbero così da mantenere intatta la vostra catena del segnale ed il gioco è fatto.

Rage Against The Machine, Soundgarden: Boss OD-200, RV-6 e MD-200.

La chitarra di Tom Morello dei Rage Against The Machine e quella di Ben Shepherd dei Soundgarden hanno costituito una parte importantissima del rock targato anni ’90, e pertanto non potevano mancare in questo nostro breve viaggio nel tempo. Per l’occasione andiamo a parlare di due brani molto importanti delle rispettive discografie delle due band: Guerrilla Radio e Black Hole Sun.

Guerrilla Radio è uno di quei brani per i quali Tom Morello ha dato fondo a tutta la sua esperienza nell’uso dell’effettistica. Il suono del brano è inconfondibile e proprio per questo si tratta di un pezzo che necessita di essere eseguito nella maniera più fedele possibile. Per farlo riprendiamo in mano l’OD-200 e l’MD-200 di Boss.

Il suono drive di base lo andiamo a plasmare utilizzando sempre la modalità “Stack Drive” dell’OD-200, carichiamo un po’ il gain rispetto a quanto fatto per gli altri brani che abbiamo eseguito, ma fondamentalmente non modifichiamo eccessivamente il nostro “impianto” di partenza. Il playing di Morello richiede una certa decisione, ma la scelta della giusta modulazione è una parte molto importante per la buona riuscita della nostra operazione. Per andare a simulare quanto fatto in studio da Morello andiamo quindi ad accoppiare l’OD-200 con la sezione tremolo dell’MD-200, così da ricreare quell’effetto “elicottero” tipico di molti brani dei RATM ed in particolare di Guerrilla Radio.

Spostandoci su Black Hole Sun dei Soundgarden torniamo anche a dei suoni di partenza molto più clean, che però – come già visto in precedenza – non sono sufficienti a rendere giustizia alle sensazioni evocate dal brano.
Manca corpo, manca “spazialità”, manca enfasi, e per colmare queste lacune la prima mossa è quella di aggiungere un po’ di riverbero alla nostra ricetta grazie al Boss RV-6.

Anche con il solo riverbero tutto prende un’altra piega, ma Black Hole Sun ha bisogno di qualcosa di specifico, e quel qualcosa si chiama Leslie.
Il suono di uno speaker Leslie è ineguagliabile ma fortunatamente l’MD-200 di Boss incorpora un’ottima simulazione di quel tipo di sonorità. Aggiungiamo quindi l’MD-200 all’RV-6 ed ecco che il nostro sound si avvicina sempre più a quello del brano originale, con il giusto playing e la giusta attenzione per le note, non sarà difficile ottenere risultati molto soddisfacenti.

PS: Boss Tera Echo

Fra i pedali scelti da voi per questo nuovo video c’è anche il Boss Tera Echo, tipologia molto particolare di delay del catalogo Boss che per ragioni di “continuità” è stata messa alla prova in sede separata rispetto al resto dei pedali.

Il Tera Echo è un pedale che si pone a metà fra un delay ed un riverbero, ma allo stesso tempo si distacca completamente dalla concezione canonica di queste due tipologie di effetto. Volendo riassumere il tipo di suoni che si possono ottenere dal Tera Echo potremmo dire che ci troviamo di fronte ad un pedale in grado di creare “ambiente” e contesto, sicuramente uno di quegli strumenti creativi per tutti coloro che vogliono arricchire il proprio suono con qualcosa di particolare.

La dotazione tecnica del Tera Echo è molto interessante, e la risposta alla dinamica del nostro playing è una delle parti più interessanti del suo circuito, ma fra tutte le caratteristiche a sua disposizione spicca la modalità “Freeze”, che permette di congelare una porzione del suonato e di improvvisarci sopra come se fosse un breve loop.
Se gli effetti d’ambiente sono il vostro parco giochi preferito, potreste non volervi far mancare il Boss Tera Echo.