L’America ai vostri piedi: Nabla Custom Black Tweed

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Saltiamo i giri di parole e andiamo subito al sodo, perché se frequentate queste pagine e se seguite i video del canale, allora sapete anche molto bene cosa risponda al nome Nabla.
Dopo l’aggiornamento del circuito del 1987, prodotto che ha consentito al brand di farsi conoscere ai più, Nabla torna a farsi sentire con un nuovo progetto che – questa volta – saprà farsi amare da tutti coloro che guardano con occhi dolci i suoni americani più iconici.

Si chiama Black Tweed, ed il nome potrebbe bastare per spiegare il “contenuto” di questo nuovo stompbox, ma la verità è che dietro a tanto altisonante nome si nascondono – come sempre – molte sfumature.

Costruzione

Lo chassis del Black Tweed è esattamente quello già visto con il 1987 di Nabla, e pertanto ritroviamo una costruzione in formato orizzontale pronta ad ospitare un footswitch per l’accensione/spegnimento, cinque knob e due toggle switch. Al tatto la qualità percepita è molto alta, così come per gli altri prodotti che Nabla ha realizzato fino ad ora, e visto che anche l’occhio vuole la sua parte questo non è certo qualcosa da trascurare.

Gestione del pedale

Cinque knob e due toggle switch, escluso il footswitch per l’attivazione il nuovo Black Tweed sfodera un “comparto gestionale” relativamente semplice. Le cinque manopole si dividono – così come l’anima del pedale – in due sezioni contraddistinte dai colori bianco e rosso: sezione dedicata a gain e volume la prima (crank, volume), sezione dedicata all’equalizzazione la seconda (bass, middle, treble).

In aggiunta a ciò i due toggle switch ci permettono di spostarci fra le due “anime” del pedale (Blackface e Tweed) così come di scegliere fra due diverse tipologie di risposta dinamica (Old Tubes/New Tubes).

Sound

Il Black Tweed di Nabla nasce con l’intento di coprire il range di sonorità rese famose dagli amplificatori delle “serie” Blackface e Tweed di casa Fender, ma soprattutto nasce con l’intento di riportare nell’ingombro di un pedale l’esperienza d’uso derivante da quelle due specifiche tipologie di amplificatori. Se vi state chiedendo cosa ciò voglia dire, la risposta risiede interamente nella concetto di dinamica.

Al di là dei tratti principali delle sonorità Blackface/Tweed – entrambe ricreate in maniera molto fedele dalla nuova creazione di Nabla – il Black Tweed guarda a quello che è il vero e proprio cuore degli amplificatori dai quali prende ispirazione, ovvero il rapporto di interazione con l’utilizzo dei controlli, dell’equalizzazione e della plettrata.

Dinamica è la parola d’ordine, e non passa molto tempo dopo aver acceso il pedale prima di accorgersi che proprio dosando le plettrate, ed interagendo con i controlli a disposizione così come se fossero quelli di un amplificatore, si ha accesso al più vasto range di sfumature sonore.

Scegliendo di dare voce al versante Blackface del pedale otterremo quei clean cristallini e scintillanti sempre pronti a trasformarsi in crunch quasi “friabili”, spostandoci invece sul versante Tweed avremo ai nostri piedi il sound medioso, ricco e un po’ più sfrontato che gli amplificatori con quel tolex così inconfondibile hanno reso famoso.

Lo switch che va a selezionare le modalità old tubes/new tubes vi consente di far virare il vostro suono verso due direzioni che corrispondono fondamentalmente ad una maggiore o minore reattività dinamica (così come l’usura delle valvole ci ha abituato a sperimentare).