Dinamica e tocco con Dophix e Eric Clapton

Francesco Sicheri

Francesco Sicheri

Mi chiamo Francesco e tutti i giorni ascolto, leggo e scrivo. Da più di tredici anni mi occupo di giornalismo musicale, sul web e sulla carta. Oggi scrivo per GasTube, e sono editor per Guitar Club e Drum Club. Da poco ho lanciato il mio podcast, "Frank Talks", nel quale parlo di musica, di libri, e di passioni, e lo faccio con tanti ospiti interessanti.

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Dophix ci ha abituato ad un range di pedali molto variegato. Nel catalogo del brand si passa da suoni estremamente cattivi ad altri molto più “docili, e lo si fa sempre con la qualità sonora e costruttiva che ha portato Dophix ha farsi conoscere un po’ in ogni dove.

Parlando di “dinamica” e dell’uso della mano destra è facile trovare ottimi alleati fra i prodotti di casa Dophix e nel video che trovate in calce al testo ne mettiamo sul banco di prova nello specifico due: il Michelangelo ed il Lussuria.

Michelangelo

Avete già visto altre volte il Michelangelo fra queste pagine e sul canale, pertanto saltiamo le parti più ovvie riguardanti confezione, materiali di costruzione e feeling. Tutto rientra in quel pacchetto qualitativo al quale Dophix ha abituato nel tempo e ulteriormente migliorato.

Gestione del pedale: il comportamento del Michelangelo e le sue possibilità d’uso sono il motivo per cui si è scelto di metterlo all’opera in una disamina dedicata all’impatto della dinamica sulla resa finale del nostro suono. Anzitutto si tratta di un pedale di alta fattura e dall’elevata qualità sonora, entrambe caratteristiche che potrebbero “suonare” ovvie ma che sono fondamentali nel momento in cui si vada a cercare di operare sull’efficienza della dinamica.

Al centro del Michelangelo c’è un anima morbida, raffinata e a tratti vellutata, ma si tratta anche di un’anima che sa quando spingersi oltre la sua comfort zone. Per farlo utilizza un circuito intelligentemente pensato per affinare il proprio sound in maniera molto equilibrata e precisa.

Gestendo in maniera oculata il canale boost ed il controllo Pre in combinazione con il selettore a tre vie (FET, Silicio, Germanio) che modifica il comportamento del pedale, il Michelangelo ci permette di spostarci fra crunch leggeri e suoni lead filanti, sempre mantenendo intatto il suo carattere morbido e soprattutto la sua risposta dinamica. Tutto questo senza neanche aver preso in considerazione ciò che avviene quando il pedale incontra – ad esempio – un suono crunch sull’amplificatore

Blend: ogni ricetta vincente ha sempre un elemento che spicca per essere quello che fa da ago della bilancia, e per il Michelangelo il controllo di Blend è proprio questo, l’ago della bilancia. Avere la possibilità di miscelare il nostro suono clean con quello distorto ci fornisce possibilità sonore fondamentali, soprattutto in virtù dell’enfasi che si vuol dare all’uso della mano destra ed alla dinamica imposta dal nostro playing.

Grazie al controllo di Blend possiamo portare anche nel nostro suono overdrive quell’attacco e quella precisione che contraddistingue il segnale dry, e pertanto possiamo dare la giusta enfasi a quella parte del nostro sound che consente di portare a galla anche le sfumature più leggere. Quelle stesso sfumature fondamentali che altrimenti, soprattutto quando vogliamo provare a spingere un po’ sul drive, andrebbero a perdersi.

Lussuria

Prendere in causa il Dophix Lussuria non è un caso, perché laddove il Michelangelo è un pedale molto elegante e – non finiremo mai di dirlo – morbido, il Lussuria è un overdrive dal carattere un po’ più aperto, soprattutto sulle frequenze medie e medio alte. Non sono due effetti paragonabili, giocano su piani diversi, ma proprio per questo si rivelano perfetti per lavorare insieme.

Gestione del pedale: il vero segreto del mantenere il controllo della propria dinamica anche quando si devono utilizzare livelli di gain maggiori è quello dell’OD-stacking, ovvero dell’accoppiare due o più pedali drive/boost. Avendo già a disposizione il Michelangelo ed il boost on-board del Michelangelo, abbiamo usato il Lussuria per dare al nostro sound quell’ultima spinta necessaria ad arrivare là dove ci serviva.

Il motivo di questa scelta? Semplice: ottenere il grado di distorsione grazie alla somma delle parti e senza mai spingere nessuna di esse al limite delle loro possibilità. Questo consente di mantenere sempre chiare le proprietà sonore di ogni elemento della catena e pertanto di conservare intatta la risposta al nostro tocco, che è – infine – la vera forza espressiva del nostro suono.

Conclusioni: la qualità dei pedali Dophix la conosciamo già molto bene, così come le loro caratteristiche principali, ma è sempre bene poter provare a mescolare le carte in tavola. Michelangelo e Lussuria sono due ottimi compagni di “merende”, il sound del video parla chiaro, ma ciò che conta ancora di più è il modo in cui i prodotti Dophix si sono prestati al costruire una catena di distorsione “a cascata” che ci ha permesso di crescere d’intensità senza mai rinunciare alla dinamica.

Di seguito trovate il video, ma se volete ascoltare di persona i pedali Dophix insieme ad Alessandro l’appuntamento è per il 7 ed 8 marzo prossimi al Guitar Show di Padova allo stand Dophix.